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CONSERVAZIONE DEI CEREALI IN ATMOSFERA D'AZOTO AD ALTA PUREZZA

Il CRISBA svolge attività di sperimentazione e ricerca sulla filiera cerealicola, dalla produzione in campo alla commercializzazione, con un approccio eco-sostenibile finalizzato anche alla riduzione del rischio di contaminazione da micotossine prodotte da funghi fitopatogeni (vedi Analisi delle micotossine). In questo ambito, per la delicata fase dello stoccaggio, il Centro collabora con Eurosider sas, che ha fornito al CRISBA un impianto innovativo e brevettato per la conservazione dei cereali in atmosfera controllata di azoto ( vedi Corriere di Maremma 20 Giugno 2015 e Maremma Magazine Novembre 2015). Dopo anni di sperimentazioni il Centro Ricerche ha dimostrato che il sistema rappresenta una valida alternativa a basso impatto ambientale per lo stoccaggio di granaglie e farine (vedi TV9 Luglio 2016, La Nazione Luglio 2016, Il Tirreno Luglio 2016).

I risultati delle le sperimentazioni sono stati:

  • Pubblicati su riviste di settore come Molini d’Italia (vedi Articolo), Terra e Vita e L’Informatore Agrario (vedi pubblicazioni);
  • Presentate in manifestazioni e convegni scientifici (nazionali ed internazionali), fra cui il:

  • - XXII Convegno scientifico SIPaV (Settembre 2016);
  • - Convegno Internazionale IOBC a Lubiana sul post- raccolta dei cereali (Luglio 2017);
  • - 29° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (SANA) di Bologna (vedi Il Tirreno 2017);
  • - XXVIII Congresso Nazionale di Scienze Merceologiche di Firenze (vedi La Nazione Febbraio 2018).

Infine il progetto è stato proposto come esempio di Buone Pratiche Agronomiche al G7 AGRICOLTURA DI BERGAMO - Agrogeneration (vedi Il Giunco Ottobre 2017) ed al Seeds&Chips-The Global Food Innovation Summit di Milano 2017 (vedi Il Giunco Maggio 2017).

 

LA CONSERVAZIONE ECO-SOSTENIBILE DEI CEREALI

La prevenzione delle contaminazioni e la riduzione degli input chimici hanno assunto un ruolo centrale per la sicurezza alimentare e ambientale delle filiere, fra cui quella cerealicola che prevede una delicata fase di stoccaggio, più soggetta di altre al pericolo di contaminazione da micotossine. Questi presupposti hanno incentivato la ricerca di soluzioni eco-compatibili utili a contrastare la perdita di qualità delle granaglie, causata soprattutto dall’attacco - in fase di post-raccolta - di insetti infestanti e di funghi micotossigeni. Contro questi ultimi si interviene principalmente utilizzando le fosfine (PH3), fumiganti chimici che, tuttavia, sono pericolosi per la salute dei lavoratori esposti, lasciano residui nelle produzioni, hanno un consistente impatto ambientale, innescano fenomeni di resistenza negli organismi bersaglio nonché risultano scarsamente efficaci proprio per il contrasto dei funghi micotossigeni. Queste preoccupazioni hanno rinnovato l’attenzione per l’utilizzo delle atmosfere controllate, nelle quali l’anidride carbonica (CO2) o l’azoto (N2) sostituiscono l’ossigeno nella conservazione delle granaglie. Proprio quest’ultimo gas offre numerosi vantaggi, come il fatto che non lascia residui nelle produzioni né interagisce con i materiali costitutivi dell’impiantistica, che è facile da reperire (nell’aria è presente al 78%) e non necessita di registrazione d’uso; a questi si aggiungono benefici che lo distinguono in positivo anche della stessa anidride carbonica, quali la peculiarità di non rappresentare un “gas-serra” né prevedere limiti di esposizione professionale negli ambienti di lavoro.

Sulla base di questi presupposti la Eurosider ha messo a punto un metodo che prevede la separazione dell’azoto dall’aria atmosferica mediante una serie di membrane che ne operano il frazionamento per permeazione selettiva (generazione on-site); l’azoto viene poi erogato all’interno di silos a tenuta nei quali rimane in leggera sovrappressione. I parametri ambientali di conservazione, registrati da apposite sonde, sono visualizzati su monitor, da cui viene impostata anche la percentuale di azoto che si desidera mantenere automaticamente all’interno dei silos. Dopo una prima fase “di carico” ad inizio stoccaggio, l’erogazione dell’azoto avviene perciò in discontinuo, con dei rapidi reintegri all’occorrenza che sono alla base del contenimento dei costi d’esercizio. L’impiantistica è modulabile: una stessa macchina può servire più silos di dimensione variabile, da pochi metri cubi sino a migliaia; per le aziende di media dimensione esiste anche la possibilità di ricorrere a silos in vetroresina appositamente  predisposti per l’atmosfera controllata, più economici rispetto a quelli in metallo.

Gli esperimenti condotti in questi anni dal CRISBA hanno consentito di dimostrare l’efficacia del brevetto nel:

  • Contrasto di insetti delle derrate come il Punteruolo dei cereali (Sitophilus), il Tribolio delle farine (Tribolium sp.) e la Tignola fasciata (Plodia interpunctella), evitando il ricorso a sostanze chimiche disinfestanti come le fosfine, fumiganti tossici per l’uomo che lasciano residui nelle produzioni ed hanno un consistente impatto ambientale.
  • Limitare lo sviluppo di alcuni ceppi di funghi patogeni e la produzione da parte loro di micotossine, sostanze altamente pericolose per la salute umana e animale.
  • Mantenere la qualità merceologica del cereale.

 

 

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